Piedirosso dei Campi Flegrei 2011 La Sibilla
Uve: piedirosso
Fermentazione e maturazione: acciaio
Fascia di prezzo: dai 5 ai 10 euro
Vincenzo Di Meo è un enologo. Affermazione vera ma incompleta. Vincenzo Di Meo respira e vive il vino nella sua azienda di famiglia, La Sibilla, da quattro generazioni e questo apre un mondo di passione, pratica e vita che sono bagaglio insostituibile. Tina Somma e Luigi Di Meo, i genitori, hanno costruito con cura, fatica e passione la loro cantina e sono da sempre capisaldi della viticoltura flegrea. Vini di grande costanza qualitativa e forte aderenza al territorio sono caratteristiche solide del loro impegno. E’ giunta poi la nuova generazione e così, assieme al fratello Salvatore, sommelier professionista, Vincenzo ha apportato idee ed entusiasmo pur tenendo presente la strada solcata prima dai nonni e poi da Tina e Luigi.
Grande lavoro di ricerca sui vitigni minori: verdeca, olivella, aglianichella, marsigliese da cui il Marsiliano, bottiglia difficile e adorata e ancora l’annarella e la calabrese Montenuovo. La visita in cantina è come un ritorno a casa. Senti l’abbraccio schivo e affettuoso di chi lavora la terra senza sosta come Luigi o l’allegria e la determinazione di Tina che si occupa della parte amministrativa.
Se vi dovesse capitare la stessa fortuna toccata in sorte a me, potrete anche assaggiare torte rustiche appena sfornate con prodotti della terra che i nonni coltivano tra i filari come le cicerchie, presidio slow food. Degustando poi i vini assieme a Vincenzo riuscirete a comprendere le sfaccettature di una terra così completa e generosa come i Campi Flegrei e Bacoli, dove sorge la cantina. Godrete dell’intelligenza di una famiglia che non si è seduta sui risultati ottenuti, ma ha voglia di migliorare e pone davanti a sé, con forte senso critico, obiettivi sempre più alti. Bello! E non è da tutti.
Difficile scegliere una sola bottiglia poiché le nuove annate hanno eleganza e stoffa percepibili in ogni bicchiere. I bianchi sono sempre una grande garanzia, il Cruna de Lago vi sconvolgerà per la completezza del bicchiere, io, però per gusto e per diletto scelgo un rosso che non fa a pugni con il caldo e che ha tutto ciò che da un piedirosso dei campi flegrei si possa desiderare. La 2011 ha naso elegante, composto e fresco. La mineralità di terra ed il soffio di mare si fondono con sottili note di geranio e la frutta croccante. Grandissima piacevolezza e semplicità di beva con i fiori lievi e un tono ematico parlano di un palato presente, di un bel tannino sottile, grande freschezza e sapidità. E’ un piedirosso bevibile ed elegante da tenere sempre a portata di mano e che non stanca mai.
Questa Scheda è di Sara Marte
Sede in via Ottaviano Augusto, 19 in Bacoli. Tel 081 8688778. Sito : www.sibillavini.it . Email: [email protected] . Enologo: Vincenzo Di Meo con i consigli di Roberto Cipresso. Bottiglie prodotte: 65.000. Ettari vitati: 9,5. Uve: Piedirosso, aglianichella, olivella, marsigliese, falanghina, verdeca.
5 Commenti
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I vini della famiglia Di Meo sono eccezionali perchè rappresentano i Campi Flegrei . Il Piedirosso non puzza ma è complesso, intenso ed equilibrato. I bianchi, la falanghina ed il cruna del Lago migliorano di anno in anno nella loro mineralità e freschezza. In poche parole qui c’è il vino dei Campi Flegrei. Veramente i Campi Flegrei nel bicchiere!
Aria di casa. Questa è la prima sensazione che mi ha colpito leggendo questo post. Poi subentra forte la certezza del loro lavoro di una famiglia vocata al territorio per produrre una garanzia, il loro vini. Complimenti
Per questo ottimo piedirosso io , caldo o non caldo, lo bevo alla vecchia maniera e anche con orgoglio! Un bel pesciolone di mare all’acqua pazza e un bicchiere di piedirosso. Un piedirosso minerale, che ha il sapore della terra vulcanica. Una mangiata così e siamo tutti più felici.
Luigi
In passato ho seguito il suo consiglio sul Cruna del lago, e ne sono rimasta affascinata ora seguiro il consiglio di questo piedirosso. Buon week end.
P.S. altri consigli per l’abbinamento?
Ma chi sono più buoni, i Di Meo o i loro vini?