Cilento, Le Cocole a Moio, la locanda di Pasquale Ruggiero compie 10 anni

Pasquale Ruggiero, patron de Le Cocole
Le Cocole a Moio della Civitella
Locanda di famiglia
Via G. Leopardi, 16
Tel. 0974.271923 – 349.8242456
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: domenica sera, lunedi e martedi.
Locanda di famiglia lo è davvero, questa di Pasquale Ruggiero. A dieci anni dall’apertura (ma l’esperienza di Pasquale è molto più lunga) le Cocole è diventata un punto di riferimento per chi ama la cucina mediterranea e, soprattutto, la filosofia cilentana del ‘Cuoncio Cuoncio’. Andare lenti per andare lontano, soprattutto a tavola, mangiando (e bevendo) quello che la terra cilentana offre da secoli.
In carta trovate sempre il ricco antipasto composto di una decina di assaggi, dove non mancano mai i salumi artigianali, quelli col grasso buono buono, e i latticini del posto, a partire dalla mozzarella nella mortella ma, soprattutto, la parte vegetale, con tante fantasiose riproposizioni di verdura e ortaggi di stagione. Noi abbiamo trovato anche l’insalata di finocchi, accanto alla torta rustica di scarola, alla zucca con le cipolle rosse marinate, al tortino di patate e alici e così via.
La temperatura ancora lo consente e dunque in carta non manca mai una zuppa o minestra, nel nostro caso una zuppetta di fagioli cremosa e confortevole, accompagnata da peperoncino piccante serio (e profumato), servito in una scodellina a parte, per dosarlo a piacere.
Ottimi gli spaghetti con le alici, più robusti i cavatelli al ragù (ma si può scegliere anche il sugo di pomodoro semplice). Per le carni, il consiglio è di virare sulla cottura alla brace, che non delude.
La varietà dell’orto, quale che sia la stagione, rallegra dunque la tavola dei carnivori come dei vegetariani: questo è un posto di accoglienza verace, calorosa e attenta, con un servizio autenticamente familiare e sempre con il sorriso.
I vini sono di territorio, il rapporto qualità/prezzo resta imbattibile.
Complimenti e auguri per le dieci candeline!
Qui di seguito la sceda del 18 ottobre 2020:
di Tiziano Terracciano
Moio della Civitella è un borgo di appena 1850 abitanti confinante con Vallo della Lucania. Sul suo territorio è presente un importante parco archeologico e un museo della civiltà contadina. Inoltre ogni anno ospita “Mojoca”, un Festival Internazionale degli Artisti di Strada. Ma il nome di questo paesino va segnato sul taccuino di viaggio nel Cilento anche per non perdersi la cucina sincera di questa Locanda che propone piatti del territorio senza far mancare altre proposte, utilizzando però solo materie prime locali.

Le Cocole – Antipasto – I fiori di Zucca pastellati e fritti

Le Cocole – Antipasto – L’Insalatina di Farro con sedano e uvetta

Le Cocole – Antipasto – La Mozzarella nella Mortella e lo Strudel di Broccoli

Le Cocole – Antipasto – La Patata

Le Cocole – Antipasto – La Soppressata

Le Cocole – Antipasto – La Zucca Marinata con le cipolle

Le Cocole – Antipasto – Il Fiore di Zucca ripieno di Ricotta

Le Cocole – Antipasto – Le Melanzane sulle polpette di pane
L’Antipasto della Casa (12 euro) è un obbligo imprescindibile e se si ha voglia di continuare fino al dolce è consigliabile ordinarne uno ogni due persone. E’ abbondante, è diverso, è sfizioso, ma è soprattutto buono e permette di fare un viaggio tra i sapori di questa splendida terra: si inizia con i Fiori di Zucca pastellati e fritti; la tipicissima Mozzarella nella Mortella sprigiona tutto il profumo del mirto; la squisita Ricotta la si assapora fredda e calda avvolta da un delicatissimo fiore di zucca; la Soppressata paesana la si può accompagnare con l’insalatina di rucola e pomodorini; la Patata con la buccia viene esaltata dall’olio cilentano; la Parmigiana qui viene fatta appoggiando delle rondelle di Melanzane sulle polpette di pane poi ricoperte di sugo e formaggio; l’insalatina di farro con sedano e uvetta diviene uno spassatempo; lo strudel salato è ripieno di broccoli e la stupenda Zucca marinata è arricchita con la cipolla scottata nel vino.
Imperdibile la Genovese Cilentana con Candele spezzata a mano (7 euro) fatta con Cipolle di Vatolla, Vitello cilentano, Cacioricotta cilentano e rametto di finocchietto selvatico.

Le Cocole – La Genovese Cilentana

Le Cocole – Il Cacioricotta Cilentano
Memorabile per sapore, tenerezza e profumo la T-bone di circa 700 grammi (20 euro) di Vitello Cilentano.

Le Cocole – La T-bone di Vitello Cilentano

Le Cocole – La Carne di Vitello Cilentano

Le Cocole – Il Pane

Le Cocole – L’Insalata
Per dolce scegliamo una profumatissima Frolla con crema all’arancia e una delicatissima Ricotta & Fichi del Cilento (3 euro)

Le Cocole – Il dolce all’Arancia

Le Cocole – La Ricotta&Fichi del Cilento
Per i vini ci si può tranquillamente affidare a quelli della casa (Aglianico 4 euro/lt) o semplicemente sceglierne uno dalla fornitissima carta dai ricarichi mai eccessivi.

Le Cocole – Il Vino
Se si vuol conoscere la genesi del nome della locanda, ci penserà la moglie del titolare a soddisfare ogni curiosità su quelle Cocole con una “c” che sembrano ma non sono, ma potrebbero anche essere all’origine etimologica di quelle con due “c”!
Le Cocole a Moio della Civitella
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Qui di seguito la nostra prima recensione del 3 gennaio 2014:
Pasquale Ruggiero se lo era messo in testa da un bel po’: trasferire l’azienda agrituristica di famiglia in un posto tutto suo. Una grossa sala, nel bel mezzo di un uliveto a Moio della Civitella, nel cuore del Cilento, a 6 chilometri da Vallo della Lucania. Gestione familiare, cucina casereccia e il successo di pubblico, soprattutto locale, ma numeroso e affezionato. Però non gli bastava.
E così finalmente, dopo le solite peripezie soprattutto burocratiche – che dalle nostre parti frenano spesso anche gli spiriti più combattivi – ecco un pezzo di terreno, con l’orto e gli ulivi e soprattutto, la locanda chiamata “Le Cocole” da un soprannome di famiglia.

Le Cocole, a Moio della Civitella
In cucina sempre le mani d’oro della mamma, piatti semplici, tutti richiami della tradizione cilentana, spesso rivisitazioni di ricette povere, poverissime. Una sala arredata in maniera lineare e pulita, legno chiaro, senza orpelli, con alle pareti le locandine di tutte le edizioni di Mojoca, il bel festival degli artisti di strada organizzato nel centro storico del paese ormai da una dozzina d’anni.

Le Cocole, la sala
Si puo’ scegliere di cominciare con uno dei robusti primi piatti della cucina cilentana, dai classici fusilli (fatti a mano) al ragù di castrato oppure con le lagane e ceci, eseguite alla perfezione: callose, ben amalgamate e sapide il giusto. Le carni sono tutte locali e accompagnate da verdure. Buone le salsicce con i broccoli, in porzioni sempre generose.

Le Cocole, le lagane e ceci

Le Cocole, fusilli al ragù cilentano

Le Cocole, il formaggio e i peperoncini per i fusilli
Qui, tuttavia, anche il piu’ rigido dei vegetariani potrebbe eleggere il proprio domicilio grastronomico: sono infatti le verdure e gli ortaggi in mille intepretazioni e sfaccettature, i veri protagonisti della cucina delle Cocole. Si va dai peperoncini verdi fritti, aromatizzati con la menta, alle torte rustiche con zucca e formaggio, alle patate cotte sotto la cenere; ai tortini di zucchine, ai finocchi gratinati al forno; all’insalata di farro con sedano e radicchio.

Le Cocole, i peperoncini verdi fritti

Le Cocole, patate e tortini di zucchine

Le Cocole, l’insalata di farro

Le Cocole, i finocchi gratinati
Solo i fritti deludono un po’ (preparati in anticipo, soffrono dei tempi di attesa) ma ricotta e mozzarelline nella mortella (foglie di mirto) sono di qualità e il prosciutto tagliato al coltello si scioglie in bocca e si accompagna molto bene all’insalatina degli (ultimi) pomodorini dell’orto.

Le Cocole, i fritti

Le Cocole, la torta rustica di verdure

Le Cocole, prosciutto e pomodorini

Le Cocole, ricotta e mozzarella nella mortella
Sapori e profumi riconoscibili, schietti. Ed è un piacere esercitare la memoria anche olfattiva in un’epoca che ci propina frutta e verdura – soprattutto nelle città – di tristissimo anonimato.
La filosofia è quella slow e del rispetto della terra così come insegna il grande Carlin Petrini.
E i vini sono quasi tutti cilentani, compreso quello sfuso, servito in bottiglie di vetro d’antan.
Davvero una bella esperienza di gusto, che ricorderete anche per il conto, straordinariamente leggero, sui 15-20 euro.
Chiudiamo con un consiglio (che peraltro vi darà lo stesso Pasquale): se scegliete di cominciare con gli antipasti e avete un appetito medio non ordinate molto altro. Rischiate di lasciare intonso qualche piatto e sarebbe, davvero, un peccato mortale.

Le Cocole, fiori e cavoli nelle aiuole
Le Cocole
Locanda di famiglia
Via G. Leopardi, 16
Moio della Civitella
Tel. 0974.271923 – 349.8242456
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: domenica sera, lunedi e martedi.
Eccellente,ritornarci è sempre piacevole…fra poco alle cocole cena con i vini di Maffini…una goduria!
Lo voglio assolutamente provare!
Come avrebbe cantato la buonanima di Aniello De Vita a questo punto anche noi possiamo intonare:sò nato a lu Ciliento e me ne vanto e fino a quanno campo io canto sò nato a lu Ciliento e me ne vanto.FM.
Caro Francesco ti ringrazio per la menzione ad Aniello De Vita, che già apprezzava Pasquale nel suo locale precedente, ed ora ne sono sicuro, fosse qui ne sarebbe letteralmente innamorato… mangiare a Le Cocole oggi per me equivale mangiare a casa… cucina ottima, e cortesia ineccepibile… riempie lo stomaco e ti scalda il cuore.
Ci sono stato e si mangia benissimo. Complimenti.
e bravo Pasquale!!!! ogni promessa è debito e lui l’ha mantenuta la promessa.
certo di peripezie ne ha passate tante (qualcuna, piccola anche assieme), ma alla fine è riuscito nel suo sogno.
ti faccio i miei migliori auguri, di cuore.
a presto rivederci, certamente.