Dom Pérignon Rosé all’Imago con il food pairing di Francesco Apreda
Della verticale tecnica di Dom Perignon rosé al Cavalieri Hilton abbiamo parlato. La serata di presentazione alla stampa si è poi tenuta con una cena all‘Imago dell’Hotel Hassler Per l’occasione (a proposito, imparate il termine food pairing perché sarà il prossimo mantra in Italia), Francesco Apreda ha presentato una batteria di piatti molto precisa che vi vogliamo far conoscere.
Il polpo qui ha conservato la sua freschezza ed è stato ben impreziosito senza essere stravolto.

Dom Pérignon Rosé a Roma, vermicelli di soia al sugo di ricciola e cozze con Dom Pérignon Rosé P2 1995
Per capire se un piatto di ha davvero colpito non resta che riprovarlo. Ed è quello che è successo con questo vermicello di socia che ha il pregio di esaltare al massimo il sugo di mare ben eseguito e concentrato. Un bel piatto davvero.

Dom Pérignon Rosé a Roma, rigatoni al pesto di shiso, guanciale e pecorino con Dom Pérignon Rosé 2004
Gli altri due piatti sono stati perfetti, di buona scuola, ma un pelo sotto i primi due.

Dom Pérignon Rosé a Roma, lombatina di agnello alla marinara, fagiolini corallo e ananas con Dom Pérignon Rosé 2003
Ma forse il piatto della serata è stato, a sorpresa, il dolce. Una lavorazione complessa ottenuta con il latte di bufala di Mandara immerso nella frutta fresca. Davvvero un dessert in cui la dolcezza è rilanciata in continuazione dall’acidità in un gioco infinito. Credo che il cremoso di mozzarella di Uliassi abbia davvero trovato un suo alter ego!

Dom Pérignon Rosé a Roma, fluido di mozzarella, grattachecca di frutta rossa e balsamico con Dom Pérignon Rosé 2002
Questo dunque il food parino della serata, ossia l’abbinamento perfetto tra vino e cibo. Dal mio punto di vista, un cuoco fa in questi casi il proprio lavoro quando i suoi piatti esaltano l’ospite. In questo caso, con il Dom Perignon il gioco era abbastanza facile, ma ben eseguito con la qualità della proposta e la perfezione del servizio di sala.