Capodanno da mangiare: a Roma e in Toscana si rivivono i magnifici anni ’90!
di Leo Ciomei
E oggi vediamo un po’ invece cosa ci offrono i ristoranti del centro Italia. Qui a farla da padrone sono i locali di Roma e Firenze ma quello che balza agli occhi è la differenza abissale che passa dal costo del cenone de La Pergola (1.200 euro !) e tutti gli altri compreso Enoteca Pinchiorri che si accontenta di 250 euro (bevande escluse, però, e sappiamo bene quanto ci si può “far male” con quella cantina) o l’invogliante Palagio dello stupeendo Four Seasons.
I toscani Arnolfo e Caino, pur con grandi menù, si piazzano piuttosto in alto nella top dei costi, e gli altri ristoranti romani (Pagliaccio, Glass e SanLorenzo) scontano la posizione centrale nella città eterna.
Sulla riviera ligure di Ponente il classico Paolo e Barbara mantiene la sua clientela con un prezzo adeguato alla materia prima. Se, invece di passarlo in famiglia, scegliessi un ristorante però la mia preferenza andrebbe a La Trota di Rivodutri, miglior rapporto q/p del centro.
8 Commenti
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io sono per il chi vuol esser lieto sia
se ce l’hai (tutti quei soldi, moltiplicati per due) e non ti fa problema spenderli: OK
mi perplime, non poco, che per MILLEDUECENTO eurozzi manco si degnino di darti l’elenco dei vini proposti in abbinamento
ma si sa: i signori, quelli veri, non hanno bisogno di sapere . . .
;-)
eppure più il prezzo è alto e più trovi il briatore della situazione soprattutto in serate del genere
mi associo. a prescindere dal prezzo, non opterei mai per un all inclusive in cui il menù è amputato nella parte delle bevande, fosse pure un Heinz Beck. è una questione di principio.
Io trovo scandaloso non il prezzo, ognuno chieda quello che gli pare, ma che ristoranti insigniti di cappelli, stelle e cazzabuboli vari non dichiarino, a questa cifra, non solo i vini ma anche le provenienze delle varie materie prime. Qui parliamo di caviali, fegati d’oca, astici, pesci e selvaggine pregiate. Il caviale di calvisano costa x, quello iraniano fresco magari beluga x per milioni di volte, l’aragosta di 400 gr. Sudafricana viva costa poco, meno degli scampi tirrenici congelati a bordo. Ho come l’impressione che gli chef considerino il cenone del 31 una specie di porto franco, pensando che il gourmet raffinato e il blogger- squalo se ne staranno altrove. Probabilmente a ragione…
Se si pensa che con il cenone dell’ultimo dell’anno si risolvono i problemi di bilancio vi sbagliate è un arma a doppio taglio la gente penserà che certi ristoranti sono inaccessibili.Secondo me invece è una serata da promuovere tentando di fare entrare persone che non hanno mai varcato la soglia di una ristorazione non dico di qualità ma con un costo superiiore. E poi questi menu fissi Basta
Infatti, uno dei motivi per cui non ho mai fatto un cenone in vita mia è l’angoscia di sapere già quello che mangio prima ancora di entrare. Essendo Gemelli, ho già consumato tutto alla lettura:-)
Bel ragionamento, Igles. Appartieni sicuramente a una piccolissima minoranza . @ Luciano: sono gemelli anche io. Consumo tutto al minimo sentore di menu’ fisso, senza averlo nemmeno letto:-)
Gemelli anch’io:facciamo un club di insoddisfatti e non rimborsati?