Il Sangiovese vitigno purosangue

Pubblicato in: Eventi da raccontare
Siena Sangiovese Puro Sangue

di Marina Betto

Sangiovese Purosangue è un evento itinerante che si ripete da cinque anni, curato dall’Associazione EnoClub Siena e in prima persona dal suo presidente Davide Bonucci. Questo anno si è svolto l’ 11 e 12 novembre a Siena presso l’Enoteca Italiana nella Fortezza Medicea sede storica dove si fa cultura del vino da sempre, qui è nato Vinitaly ante litteram, la cosiddetta Mostra Mercato dei Vini Tipici del 1933.

Questa manifestazione rappresenta un focus sul Sangiovese,un’ opportunità completa ed esaustiva per comprendere meglio la natura di questo vitigno, i distretti toscani dove viene coltivato, cosa caratterizza i diversi cloni e il comportamento produttivo del Sangiovese.

Il vitigno (probabilmente di origine etrusca) è presente essenzialmente in Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche e produce vini di qualità molto variabile ma pur sempre con un buon livello di acidità, che lo aiuta ad invecchiare e discreta tannicità. Le varietà e i cloni sono : Sangiovese grosso che comprende i biotipi Brunello e Prugnolo Gentile (che troviamo nel Vino Nobile di Montepulciano)e Sangiovese piccolo tipico di Emilia-Romagna e Maremma toscana dove prende il nome di Morellino; nel mondo viene coltivato in California e Argentina. Il suo terreno di elezione è argillo -calcareo poco fertile e ricco di scheletro; nel Chianti ( tra Firenze,Siena,Pisa,Pistoia e Prato) è ammessa l’irrigazione di soccorso. Nella vinificazione è consentita la pratica del governo all’uso toscano (ricetta del barone Bettino Ricasoli) che consiste in una lenta rifermentazione del vino appena svinato con uve dei vitigni autorizzati( solitamente il sangiovese) leggermente appassite (l’operazione può essere effettuata solo nella DOCG). Negli anni “70 con una tecnologia enologica inferiore e una politica produttiva volta alla quantità più che alla qualità si è rischiato di affossare completamente il Sangiovese diventato sinonimo di vino da osteria; oggi non è più così grazie anche ad una selezione clonale del Sangiovese che è molto produttivo e la cui maturità fenolica spesso non coincide con quella tecnologica( ovvero si arriva ad un giusto grado zuccherino nell’acino quando i tannini ancora non sono pronti).La selezione di Sangiovese grosso operata a Montalcino da Biondi Santi è capace di offrire molto colore, aromi intensi e una grande struttura tannica cosa che caratterizza in maniera netta i vini di questo territorio differenziandosi chiaramente da vini che provengono da altri distretti e regioni dove la selezione moderna cerca grappoli piccoli e spargoli per estrarre il più possibile dalla buccia e avere meno rischi di attacchi botritici.

Nel mare magnum di bottiglie proposte durante la manifestazione( oltre 400 etichette) fare una distinzione geografica, di zone e sottozone aiuta a memorizzare stili e differenze che si possono comunque sintetizzare con pochi aggettivi definendo il Chianti terra di Sangiovese austeri,Montalcino la culla dell’eleganza,la Maremma e la sua rustica potenza,la Romagna con quella vena vivace e fruttata dei Sangiovese più briosi.

Di San Casciano Val di Pesa l’azienda Cigliano presenta il Chianti classico 2013 e il Chianti Classico Riserva Traliccio 2012 etereo, fruttato, fresco, questi gli elementi della sua grande piacevolezza.

Lamole- Greve in Chianti e Podere Castellinuzza con il Chianti Classico Riserva 2012 sfoderano freschezza fruttata di pere e sorbe, ciliegie sottospirito con sorso lungo ed equilibrato.

Panzano con Fontodi tira fuori profumo fiorito e bocca freschissima con il Chianti classico 2013 ed eleganza cipriata e biscottata mista a spezie e frutti rossi con grande lunghezza ed equilibrio gustativo nel Flaccianello 2013.

Sempre di Panzano il Palagio propone il Chianti Classico Riserva 2011 e Ignobile IGT Sangiovese 2015 con note mordaci e simpatiche dall’equilibrio semplice.

Dalla Val d’Elsa Castello di Monsanto esprime buon equilibrio in tutti i suoi vini ma il Chianti Classico selezione Fabrizio Bianchi 2009 si distingue sugl’altri.

Da Radda in Chianti proviene il Chianti Classico 2012 Barlettaio morbido, pieno di polpa fresca e dolce. Istine Chianti Classico 2014 con un frutto pieno al naso, tanta freschezza e acidità in bocca ma ben equilibrata; Montevertine Pian del Ciampolo 2014 è elegante al naso così come in bocca con un’acidità incisiva e inconfondibile.

Dai Monti in Chianti Badia a Coltibuono imbottiglia un ottimo Chianti Classico 2014 profumato e fruttato e un Sangioveto 2011 ugualmente ben fatto.

Riecine da Gaiole in Chianti Alta presenta un Chianti Classico 2014 molto floreale e fruttato un vino polposo di grande freschezza e il Chianti Classico La Goia 2012 equilibrato e piacevole.

Castellina in Chianti con Bibbiano Chianti Classico 2014, Chianti Classico Riserva Montornello 2013 e Bibbianaccio 2011 schiera vini più minerali e tannici intensamente fruttati e freschi.

Pietroso Brunello di Montalcino 2011 prefigura un sorso grandioso mentre il Rosso di Montalcino 2014 ha spiccati accenti boisè. Salvioni con il Brunello di Montalcino 2011 esprime all’assaggio grande equilibrio e morbidezza più che al naso. Il Brunello di Montalcino 2011 di Sesti presenta sensazioni empireumatiche molto nette.

Di Chiusi Colle Santa Mustiola Poggio ai Chiari 2004 è una grande sorpresa per la capacità di sprigionare freschezza e il grande equilibrio raggiunto nel sorso.

Dall’Emilia Romagna e precisamente da Predappio Noelia Ricci ci fa ricredere sulla principale caratteristica del Sangiovese cioè la grandissima acidità smussata solo da una lieve carbonica. Da Serra Costa Archi il Sangiovese Serra Riserva 2012 Monte Brullo ha un naso complesso che ricorda il goudron e grande freschezza e bevibilità.

I vini in degustazione alla manifestazione erano centinaia e un numero considerevole di aziende ha presentato anche l’annata 2006, il cui giudizio è molto favorevole.


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