Il 2023 si sta rivelando un anno fondamentale per Pizzium, la catena artigianale della pizza napoletana, nata nel 2017 a Milano da un’idea di Stefano Saturnino, Giovanni Arbellini e Ilaria Puddu.
Il primo semestre del 2023 registra +66% di fatturato rispetto all’anno precedente, un dato che se confermato poterà a un fatturato annuale oltre i 30 milioni.
Entrambi i brand, Pizzium e Crocca hanno visto diverse nuove aperture tra marzo e giugno con 12 nuovi punti vendita distribuiti in tutto il territorio nazionale e la creazione di oltre 150 nuovi posti di lavoro.
Ma, al di là dei dati economici, l’aspetto più interessante è la svolta agricola che il GRuppo ha deicso di dare: infatti ad Acerra, nascerà la FARM di PIZZIUM Spa.
“L’obiettivo nel 2024 -spiega Nanni Arbellini -è quello di produrre, nei terreni del nostro numero 10 , Mastro Carmine D’Amico, tutte le verdure che utilizziamo in tutta la nostra realtà, programmando le coltivazioni, rispettando le stagionalità. È un progetto che si concretizzerà al 100 per cento: nelle prossime settimane partiranno già le coltivazioni di friarielli, carciofi scarole, test che sicuramente prevederanno la raccolta a fine settembre, così saremo pronti con il nuovo menu. Come sapete, ad Acerra abbiamo anche Casa Pizzium, il nostro laboratorio dove tutta la verdura sarà trasformata, Esattamente a 2 chilometri dai terreni di coltivazione. Destinazione in tutti i Pizzium e i CROCCA srl d’Italia. Sono veramente orgoglioso di questa iniziativa, non vedo l’ora che finalizziamo il tutto”.
La decisione, oltre a contribuire all’agricoltura di qualità di una delle aree strategiche del Mezzogiorno, ha anche il vantaggio di eliminare ogni intermediazione consentendo così di controllare il food cost al riparo dalle oscillazioni di mercato e garantendo il giusto reddito a chi produce.
Il Gruppo Pizzium è l’unico ad avere 49 pizzerie dirette ( 43 pizzium e 6 crocca) e 3 in apertura su settembre, chiusura anno 52 pizzerie. “Senza robot – aggiunge Nanni Arbellini – con ingredienti di qualità che usano pizzerie con un unico punto vendita, con tutti i dipendenti che fanno 40h, zero € in nero”.
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